Il Vesuvio è considerato dagli studiosi di vulcanologia uno dei vulcani più pericolosi per la costruzione di abitazioni fino ai suoi 700 metri di altezza. Il Vesuvio si distingue per la sua forma caratteristica data da un cono tronco rappresentato dal Monte Somma e da un cono minore rappresentato dal cono Vesuviano. Quanto osserviamo oggi è il risultato di sconvolgimenti ecologici avutisi nel corso dei millenni.
Entra nella nostra storia il 79 d.c. con la sua prima eruzione che distrusse intere città tra cui Ercolano e Pompei. A questa seguirà nel 472 d.C. un’altra eruzione esplosiva. L'attività del Vesuvio si è susseguita nel corso dei secoli , la storia segnala circa 30 eruzioni, l'ultima risale al 18 Marzo 1944 dove un flusso di lava invase S.Sebastiano e Massa.
Il vulcano rimarrà poco abitato almeno fino ad alcune centinaia di anni . Tra il 1631 ed il 1944 le abitazioni rimasero sempre a distanza dal cratere, per l'attività persistente del vulcano.
Successivamente al 1944 si ebbe una rapida crescita demografica ai piedi del vulcano. L'inattività del vulcano servirà ad aumentare, le abitazioni nell'aria vesuviana. In questo contesto nacque, nel 1995, il Parco nazionale del Vesuvio, con l’obiettivo di proteggere la flora e la fauna del territorio vesuviano. A tale scopo il Parco promuove a tutt’ oggi una sorta di educazione ambientale unita ad attività ricreative che non danneggiano un patrimonio ambientale così ricco.
La vegetazione presente nel parco è variegata, troviamo la betulla, l’ontano, la valeriana e svariate piante della macchia mediterranea. Anche la fauna è ricca e svariata; possiamo trovare la poiana, il corvo imperiale, il gheppio e anche volpi, lepri, conigli. In questi luoghi si ricavano anche uva e ciliegie da cui deriva il famoso vino “Lacryma Christie”.
Il Parco Nazionale del Vesuvio si estende su tredici comuni: Torre del Greco, Terzigno, Ercolano, San Giuseppe Vesuviano, Ottaviano, Somma Vesuviana, Massa Di Somma, San Sebastiano al Vesuvio, Pollena Trocchia, Trecase, Boscoreale, Boscotrecase, Sant’Anastasia.
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